Produzione di batterie sostenibili ed efficienti

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Secondo l'indagine Protolabs "In Charge", per rispondere alla domanda in rapida crescita, l'industria delle batterie in Europa incrementerà entro il 2030 la produzione, studiando soluzioni sostenibili ed efficienti

L’indagine "In Charge" di Protolabs ha puntato i riflettori sulle capacità proprie dell’industria delle batterie di crescere in così poco tempo
L’indagine "In Charge" di Protolabs ha puntato i riflettori sulle capacità proprie dell’industria delle batterie di crescere in così poco tempo

Per soddisfare la domanda sempre crescente di soluzioni alternative anche nell'industria delle batterie, il mercato Europeo si prepara a un rapido incremento nella produzione di batterie sostenibili ed efficienti. 201 aziende operanti nel settore elettrico di 7 paesi europei, 30 delle quali italiane, sono state intervistate per l’Indagine Protolabs "In Charge", che svela come queste realtà si stanno preparando a fronteggiare il cambiamento, tramite ripensamenti della supply chain e grazie alla manifattura adattiva.
Tra quelle intervistate, le aziende sono state divise in produttori di sistemi di accumulo diversi dal Litio, produttori di veicoli elettrici e automobili, produttori di sistemi a energia solare, aziende produttrici di batterie al Litio e aziende produttrici di componenti per batterie.

Urgenza di ampliare la capacità produttiva

L’urgenza è il comun denominatore che emerge dall’indagine: entro il 2030 il 70% delle auto vendute sarà elettrico e questo richiede un nuovo approccio alla produzione per far fronte alla crescente domanda in così poco tempo. Nell’immediato va ripensata la supply chain: l’80% degli intervistati dichiara che entro 12 mesi avvicineranno la supply chain agli stabilimenti di produzione per far fronte alla crescente domanda. L’82% dichiara che in meno di un anno presenterà nuove batterie con una tecnologia alternativa agli ioni di Litio. E i tempi potranno essere rispettati perché i 4 quinti degli intervistati si avvarranno o amplieranno la capacità produttiva interna grazie alla manifattura additiva. E per fare tutto questo per più di metà dei rispondenti è necessario il supporto degli Stati attraverso investimenti e defiscalizzazione, come peraltro messo in evidenza dal piano da 2,9 miliardi di euro della Commissione Europea per il sostegno alla ricerca e innovazione nel campo delle batterie.

Basi per una crescita rapida

L’indagine ha infatti puntato i riflettori sulle capacità proprie dell’industria di crescere in così poco tempo. Sono infatti emersi tre pilastri su cui il settore fonda le basi per lo sviluppo futuro: la consapevolezza di poter attrarre e mantenere talenti – solo il 16% dovrà selezionare una parte del personale al di fuori della EU – la capacità di entrare velocemente in nuovi mercati e disegnare prodotti fortemente innovativi.

Next Generation EU: investimenti nella green economy

A ben guardare, combinando i risultati di quest’indagine alle recenti notizie sull’approvazione e la consegna del piano Next Generation EU da parte della Commissione Europea all’Italia, il futuro che si sta allineando sembra sgombero da nuvole: 220 miliardi di euro disponibili per l’Italia per investimenti nella green economy, nella digitalizzazione dell’industria e nella mobilità elettrica che trovano parte dei settori industriali più coinvolti già pronti a raccogliere la sfida.
E un ultimo dato che emerge è particolarmente importante, soprattutto in questo momento dove la carenza di materie prime sta portando i prezzi alle stelle: su questo i due terzi degli intervistati sono d’accordo, vi è l’urgente necessità di riciclare di più, sia per raggiungere prima gli obiettivi di ESG – Environmental, Social, Governance – sia per ottenere materia prima riutilizzabile, in altre epoche destinata alle discariche.

Obiettivi per l'industria delle batterie

“La pandemia sembra attenuarsi e questo sta portando a una repentina e crescente domanda globale di materie prime, di semilavorati e trasporti. L’industria delle batterie, oltre a dover far fronte all’immediato, deve crescere in fretta se si vogliono rispettare gli obiettivi al 2025 per cui i rischi legati alla supply chain sono in qualche modo ampliati. L’industria sta trovando alcune soluzioni, tra cui il reshoring di alcune attività, la rilocalizzazione della supply chain, il riciclo di materiali e la manifattura additiva e on demand per rispondere velocemente alle esigenze di flessibilità produttiva e del time to market dei nuovi prodotti”, ha commentato Matteo Carola, Country Manager per l’Italia di Protolabs.
Nonostante le (poche) nuvole all’orizzonte, l’industria dei sistemi di accumulo elettrico in Europa pare sia avviata ad uno sviluppo impressionante, combinato disposto tra la sua capacità di competere e il supporto pubblico a un mondo più sostenibile.

Pubblicato il Settembre 14, 2021 - (31 views)
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