Competenze e caratteristiche del buyer moderno

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Il Gruppo Goglio è una realtà italiana conosciuta a livello internazionale che progetta, sviluppa e realizza sistemi di imballaggio completi, accessori in plastica rigida e macchine per ogni esigenza di confezionamento

L'azienda informa

Sede Centrale e Divisione Imballaggi - Daverio
Sede Centrale e Divisione Imballaggi - Daverio
Ambrogio Goglio, Direttore Divisione Plastica, Gruppo Goglio
Ambrogio Goglio, Direttore Divisione Plastica, Gruppo Goglio
Andrea Baruffi, M.R.O. Senior Buyer, Gruppo Goglio
Andrea Baruffi, M.R.O. Senior Buyer, Gruppo Goglio
Impianto co-generazione
Impianto co-generazione
Confezione 100% riciclabile, Oscar dell'imballaggio 2019
Confezione 100% riciclabile, Oscar dell'imballaggio 2019

Per il secondo appuntamento della Rubrica Guida agli Acquisti la redazione di CMI - Costruzione e Manutenzione Impianti ha intervistato Ambrogio Goglio, Direttore Divisione Plastica, e Andrea Baruffi, M.R.O. Senior Buyer, del Gruppo Goglio.

 

Fondato da Carlo Goglio nel 1850 a Milano, il GRUPPO GOGLIO è oggi un’azienda specializzata in sistemi di confezionamento flessibili completi: laminati multistrato ad alta barriera, accessori in plastica rigida come valvole, tappi e bocchelli e linee di confezionamento.

Cavalcando l’onda della rivoluzione industriale, il Gruppo avvia i primi processi produttivi meccanizzati, che lo portano nel 1920 a inaugurare un nuovo stabilimento a Milano in Via Solari, dove è rimasta tutt’oggi la sede legale che nel 2020 festeggerà 100 anni.

Negli Anni ’60, il Gruppo rileva una società cartotecnica a Varese dove trasferisce lo stabilimento milanese. Negli anni successivi, in seguito a una forte espansione, acquista il terreno su cui sorge lo stabilimento di Daverio. Goglio lancia il concetto di servizio completo: imballaggi flessibili e impianti di confezionamento, tecnologia e assistenza tecnica, in un’unica soluzione personalizzata. Il FRES-CO SYSTEM® rappresenta la missione dell’azienda: realizzare sistemi per la conservazione e il mantenimento degli alimenti freschi come appena prodotti. Nel 1968 Goglio sviluppa la valvola monodirezionale di degasazione che, grazie al continuo processo evolutivo in ricerca e sviluppo, si conferma uno degli elementi essenziali dell’offerta Goglio nel mondo del packaging.

Dagli Anni ’70 l’azienda arricchisce il proprio know-how estendendo l’offerta e l’esperienza italiana ai mercati internazionali, con l’apertura di nuove filiali in Europa, seguiti negli anni da USA, Giappone, Cina e Sud America. Nel 2015, Goglio celebra i suoi 165 anni prendendo parte a Expo Milano. Nel 2016 investe nell’installazione della nuova tecnologia di Stampa Digitale e l’anno successivo consolida la sua presenza commerciale in India.

Il Gruppo Goglio ha chiuso positivamente il 2018 con un fatturato di circa 370 milioni di euro, dispone di una forza lavoro di circa 1700 persone, 8 sedi produttive e 7 commerciali.

 

Ambrogio Goglio, lei rappresenta la terza generazione del Gruppo, può raccontarci qualche aneddoto sul rapporto tra la sua famiglia e i grandi nomi del caffè?

Goglio: Nel mondo del caffè conosciamo tutte le più note aziende a livello mondiale, compresa la Starbucks che ha aperto un megastore in centro a Milano nel 2018. Al di là dei principali torrefattori italiani come Lavazza, Vergnano ecc. con i quali abbiamo un ottimo rapporto da sempre, il legame tra Starbucks e Goglio è di lunga data e caratterizzato da stima reciproca tanto che nella sua biografia Howard Schultz, fondatore, Presidente e Amministratore Delegato, ci menziona. Di umili origini, dopo aver svolto diversi lavori, Schultz matura l’idea di introdurre il “concetto” italiano di caffetteria adattandolo alle esigenze del mercato americano. Per comprenderlo a pieno trascorre un lungo periodo in Italia fra gli Anni 70/80 dove inizia comprendere i concetti di gestione dei bar italiani. Fa poi ritorno negli Stati Uniti dove riesce ad ottenere dal neonato gruppo borsistico NASDAQ (National Association of Securities Dealers Automated Quotation) un finanziamento che gli permette di comprare una piccola torrefazione a Seattle e poi sviluppare il concetto Starbucks-bar.
Negli Anni ’80 il Gruppo Goglio, che è una realtà affermata sul territorio americano, inizia la collaborazione con Starbucks cui fornisce le prime macchine confezionatrici favorendone il lancio del brand. Schultz sposa fin dall’inizio il concetto di packaging flessibile promosso da Goglio diventandone uno dei principali clienti. Nel giro di pochi anni Starbucks riscuote un grande successo che lo porta ad aprire numerose attività in tutto il mondo. Il fondatore sarà sempre riconoscente nei confronti dell’Italia, il paese da cui ha tratto l’ispirazione e gli insegnamenti sui quali si basa la sua fortuna e, in segno di rispetto, sceglie Milano come ultima meta nella quale aprire uno dei suoi cinque mega empori presenti nel mondo. All’osservatore attento non sfugge il particolare che, in questo emporio, dietro la macchina tostatrice e miscelatrice, vi è una linea di confezionamento Goglio.  

Passiamo invece ad Andrea Baruffi: qual è la sua esperienza lavorativa e quale ruolo ricopre in Goglio?

Baruffi: Ho 42 anni, ho iniziato a lavorare in Goglio quasi 18 anni fa come Junior Buyer nella Divisione Macchine di Pavia. Dal 2005, grazie a un progetto di centralizzazione degli acquisti, opero nella sede centrale di Varese come Senior Buyer, Responsabile Acquisti Tecnici M.R.O. Ho in carico la gestione degli acquisti tecnici per la sede centrale di Daverio (VA) e per le sedi di Milano e Como. Questa esperienza lavorativa presso il Gruppo Goglio mi sta permettendo di ampliare enormemente il mio bagaglio professionale e culturale in quanto mi muovo in moltissimi settori lavorativi che spaziano dalla meccanica all’elettronica, all’acquisto di grandi macchinari produttivi, di impianti a servizio della produzione, strumenti scientifici di laboratorio, spaziando fino all’edilizia ovvero alla gestione contrattuale di appaltatori che operano su cantieri edili all’interno dei diversi plant del gruppo. Infine, mi occupo anche di tutto ciò che riguarda le esigenze di materiali tecnici e di consumo per la manutenzione e per gli impianti a servizio della produzione. In questi anni ho partecipato attivamente al progetto Lean Production che mi ha permesso di raffinare e perfezionare i metodi di lavoro e conoscere da vicino tutti gli stabilimenti e i relativi reparti dell’intero Gruppo permettendomi di conoscere tutti i clienti interni con cui ho a che fare quotidianamente. Questi sono tutti aspetti che reputo di fondamentale importanza per la figura del buyer. Sono stato, inoltre, Ispettore della Qualità per cinque anni, ruolo che mi ha permesso di venire a contatto con realtà industriali piccole e grandi, direttamente in tutta Italia ed indirettamente in Europa e nel mondo, in molti casi, anche di conoscere personalmente e collaborare con i diversi imprenditori che le hanno create.

In che modo Goglio riesce a integrare l’attenzione per il proprio business con l’importanza della sostenibilità ambientale e sociale, e quanto incidono questi fattori nella valutazione dei clienti, fornitori, soluzioni ecc.?  

Baruffi: Da alcuni anni l’azienda studia e produce prodotti utilizzando materiali ecocompatibili. Il Gruppo Goglio intende percorrere diverse strade, una delle quali è il reinserimento del prodotto nel ciclo naturale e per far questo il prodotto deve essere biodegradabile-compostabile, oppure il riutilizzo di parte del packaging in forma di rigranulato per reinserirlo nel ciclo produttivo.

Goglio: Nell’ottica di un’economia circolare basata sulle 3 R, Ridurre, Riusare, Riciclare, Goglio cercherà in futuro di ridurre sempre di più la quantità di packaging (a livello di grammature e dimensioni). Perché il materiale standard che noi utilizziamo è abbinato ad altri materiali, per il futuro prevediamo non solo di ridurne le quantità, ma anche di riutilizzarlo. Vogliamo passare quindi all’utilizzo di materiali monocomponenti per poi poterli rilavorare e utilizzare in un’ottica di economia circolare. L’altra strada che intendiamo percorrere per il futuro è quella di usare materiali ecosostenibili quindi biocompostabili, biodegradabili. Per quanto riguarda il consumo energetico al di là dei piccoli accorgimenti di risparmio che in tanti stabilimenti si attuano quotidianamente (per esempio la sostituzione delle luci al neon con luci a LED), per ridurre i consumi e gli sprechi bisognerebbe attuare azioni più incisive. Nel 2015 nella sede di Daverio è stato installato un impianto di cogenerazione per il fabbisogno di energia elettrica, di climatizzazione, di acqua refrigerata e vapore sfruttando il metano che permette di abbattere le immissioni di CO2. Inoltre, da diversi anni abbiamo installato degli impianti per il recupero del solvente (necessario al processo produttivo) e che altrimenti verrebbe disperso nell’ambiente; ciò permette inoltre di recuperare il 94/95% del solvente utilizzato, questo significa un risparmio annuo di circa 2400 tonnellate (pari a 90 camion cisterna).

Goglio: Per quanto rigurda le implicazioni etiche, sociali e ambientali all’interno della valutazione strategica dell’impresa, il Gruppo Golglio affronta temi globali molto importanti quali: le risorse non illimitate; l’incremento esponenziale dei trasporti sulla strada e per via aerea  ̶  a questo proposito Baruffi ha partecipato a un progetto per la realizzazione di un magazzino interno per lo stoccaggio delle materie prime e dei semi lavorati, con conseguente riduzione dei costi di trasporto; altri temi a cui Goglio è sensibile sono la crescita demografica globale e dei consumi, il lavoro minorile e il lavoro in sicurezza in aree del mondo come India, Brasile o Cina, nelle quali Goglio è presente.   

Baruffi: La realtà Goglio è caratterizzata da un processo produttivo integrato verticalmente che include, tra le altre, le fasi di estrusione, coestrusione, studio e sviluppo della componente grafica ed estetica del packaging. Ciò permette all’azienda di garantire un controllo completo in tutte le fasi e di poter intervenire per ottimizzare il prodotto, grazie anche ad un sistema di identificazione e tracciabilità all’avanguardia e all’utilizzo di sofisticati sistemi informatici per rilevare e registrare ogni variabile di processo. Goglio è pronta ad affrontare la nuova filosofia della Fabbrica Digitale: dopo una fase di studio e approfondimento ha modificato in modo concreto la propria organizzazione del service sfruttando il flusso di dati provenienti dalle macchine e gestendolo attraverso la rete. Si tratta di logiche di manifattura sempre più intelligente e connessa che permettono di prevedere, allineare e implementare la produzione in un’ottica di miglioramento continuo delle performance.

Com’è strutturato l’Ufficio Acquisti? Di cosa si occupa?

Baruffi: L’Ufficio Acquisti Centralizzato è diviso in Acquisti Tecnici e Acquisto di Materie Prime e Servizi. Il primo, che gestisco direttamente io con il supporto di una collaboratrice e che risponde al Direttore Acquisti Tecnici Ambrogio Goglio, si occupa dell’acquisto dei grandi macchinari, degli strumenti scientifici, del materiale codificato, delle macchine produttive e della contrattualizzazione con gli appaltatori. Il secondo si occupa dell’acquisto dei materiali diretti quali resine e film e dei vari servizi complementari che si rendono necessari sui plant. La nostra sede Macchine di Pavia, invece, opera in maniera autonoma con un suo Ufficio Acquisti dedicato sia al materiale codificato sia ai relativi servizi.

Qual è il peso dell’Ufficio Acquisti nel workflow aziendale?

Baruffi: L’Ufficio Acquisti riveste un ruolo centrale e fondamentale nel processo perché raccoglie tutte le esigenze produttive e di servizio; grazie al lavoro in team con i reparti di ingegneria manutentiva di produzione e di impianti, ottimizza gli aspetti tecnici qualitativi e commerciali, soprattutto degli acquisti complessi e degli investimenti. Parlando di cifre possiamo dire che su 100 milioni di acquistato totale, 20 milioni sono spesi ogni anno dall’Uffico Acquisti Tecnici.

Come si rapporta l’Ufficio Acquisti con l’Ufficio Tecnico? Quali sono i passaggi più importanti nella valutazione in fase di acquisto?

Baruffi: L’Ufficio Acquisti Tecnici si occupa di raccogliere attraverso le RDA (richieste di acquisto) tutte le esigenze dei clienti interni, processarle e ottimizzarle. Nella fase di acquisto del bene o del servizio, con il supporto dell’Ufficio Tecnico, si analizzano gli aspetti economici e qualitativi necessari alla produzione. La presenza di più player è fondamentale non solo per cercare di ottenere il miglior prezzo finale, ma anche perché avere più offerte significa poter analizzare il tema da diverse prospettive che spesso portano all’ottenimento di soluzioni finali migliori. Personalmente ritengo indispensabile che le trattative più importanti o complesse siano condotte insieme a uno o più Responsabili Tecnici affinchè gli aspetti più delicati che emergono durante la fase negoziale possano essere affrontati e risolti da più punti di vista.  

Goglio: L’Ufficio Acquisti opera contestualmente al budget degli investimenti approvato dal Consiglio di Amministrazione e dall’ Ufficio Finanziario.

Quali competenze e caratteristiche deve avere il buyer moderno?

Baruffi: Il buyer moderno deve possedere le capacità necessarie per saper affrontare in parziale o in totale autonomia le diverse fasi critiche della negoziazione sia dal punto di vista tecnico sia economico-finanziario. Il buyer non deve essere un’isola all’interno dell’azienda, ma deve conoscere almeno le dinamiche di base di tutti i processi aziendali, deve essere necessariamente il leader della trattativa in termini decisionali e avere carisma per saper sdrammatizzare i momenti di tensione. La trattativa è una sorta di palcoscenico nel quale si mette in atto un gioco di ruoli. Per mia esperienza posso dire che riuscire a rompere gli schemi catturando l’attenzione della controparte è una qualità molto importante che spesso determina il buon andamento della trattativa e il raggiungimento dell’obiettivo finale.

Goglio: La domanda fondamentale che un buon buyer deve sempre porsi in fase di trattativa riguarda le “tempistiche del ritorno dell’investimento”.

Baruffi: Un buyer deve essere il leader della trattativa e ciò significa saper porre delle buone domande. Una delle domande fondamentali riguarda appunto il payback di ciò che si sta acquistando e che permette, inoltre, di misurare il livello di coinvolgimento e cognizione dell’investimento oggetto di trattativa sia da parte del fornitore sia del cliente interno. È chiaro che il payback deriva dai numeri e i numeri principalmente li deve fornire l’azienda; un buon fornitore li chiede prima, per poi rispondere con un’offerta che evidenzi un ritorno di investimento più breve possibile. Altro punto fondamentale – stiamo parlando di grossi investimenti – è che ci siano più offerte. Avere almeno tre player significa avere tre prezzi e ciò si traduce non solo in offerte economiche diverse ma anche in punti di vista diversi con conseguente valore aggiunto alla soluzione finale. Il Responsabile Acquisti deve porre la massima attenzione alle caratteristiche dei prodotti e dei servizi offerti con la consapevolezza che per ottenere un saving globale ottimale, e quindi il massimo del risparmio, deve puntare all’alta qualità al miglior prezzo traducendo così il tutto in un risparmio a breve e a lungo termine. Il buyer non deve essere “un egoista di funzione” ma deve sempre pensare al bene di tutta l’azienda. Deve avere il giusto approccio per capire che le trattative più complesse e problematiche sono quelle che determinano la crescita professionale e umana più rilevante. Il Responsabile Acquisti deve far sentire la propria presenza anche nei reparti produttivi sugli impianti e nei cantieri, non costantemente – anche perché non ci sarebbe il tempo – ma con la giusta cadenza sia per rendersi conto di persona di ciò che si acquista sia per far sentire più coinvolti i colleghi e le persone interessate.

Parliamo dei contratti di manutenzione delle aree di cantiere all’interno dei plant aziendali e delle caratteristiche di questi tipi di fornitura di servizio

Baruffi: Nel Gruppo Goglio abbiamo la presenza costante di imprese esterne dedicate alla manutenzione degli impianti produttivi e degli impianti a servizio della produzione. Questo ambito presenta caratteristiche molto delicate e complesse, in primo luogo per garantire la massima sicurezza delle persone che operano in cantiere. I cantieri che hanno a che fare con le attività produttive aziendali vengono definiti “interferenti” e devono essere presidiati e monitorati costantemente dai vari responsabili. Per fare questo, oltre a redigere dei contratti che regolamentano i rapporti tra le parti, abbiamo inserito delle condizioni generali che sono di fondamentale importanza proprio per tutelare le parti e per informare l’appaltatore che deve mettere a disposizione solo personale qualificato. L’azienda operante sul nostro sito produttivo deve dimostrare garanzie di solidità economica e reputazionale e tutelare la sicurezza del proprio personale che opera sui nostri siti mettendo a disposizione, tra le altre cose, tutta la dotazione di prevenzione infortuni (aspetto economico giustamente non negoziabile). Per quanto riguarda la gestione documentale ci appoggiamo ad un’azienda esterna che verifica l’aggiornamento della documentazione delle società che partecipano ai bandi. Il controllo dell’aspetto qualitativo di tali documenti resta sempre in carico ai Responsabili della Sicurezza Aziendale.

 

Maria Bonaria Mereu

m.mereu@tim-europe.com

Pubblicato il Agosto 29, 2019 - (338 views)
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