Pramod Shetty, ricercatore SKF e dottore di ricerca all’Università di Twente, ha ricevuto lo "STLE Captain Alfred E. Hunt Memorial Best Paper Award" per il 2026. Il premio riconosce contributi eccezionali alla tribologia e all'ingegneria della lubrificazione ed è considerato uno dei riconoscimenti più autorevoli del settore.
Articolo vincitore
L'articolo vincitore, intitolato "Film Thickness in Grease-Lubricated Deep Groove Ball Bearings - A Master Curve", è stato redatto da Rihard Pasaribu, Jude Osara, Robert Jan Meijer, Piet Lugt e Pramod Shetty ed è stato premiato in occasione dell'Annual Meeting 2026 della Society of Tribologists and Lubrication Engineers (STLE).
Tribologia
“Questo riconoscimento conferma che stiamo affrontando sfide importanti e fornendo un contributo significativo alla comunità della tribologia. Mi dà inoltre la motivazione per continuare a spostare più in là i confini della ricerca”, ha affermato Pramod Shetty.
Curiosità
Cresciuto nella città costiera di Udupi, nell'India meridionale, da bambino Pramod trascorreva ore a costruire kit scientifici fatti in casa cercando di capire come funzionassero le cose. Oggi, quella stessa curiosità continua a guidare la sua attività di ricerca. Al di fuori del laboratorio, ama viaggiare, fare escursioni e praticare sport d'avventura. È anche un artista amatoriale di Yakshagana, una forma d’arte tradizionale indiana che unisce narrazione, musica, danza e teatro. Per Shetty, questo riconoscimento rappresenta al tempo stesso un onore e una fonte di motivazione.
Film lubrificante
La ricerca si concentra sullo spessore del film lubrificante nei cuscinetti lubrificati a grasso. Il film lubrificante separa le superfici in movimento e contribuisce a evitare il contatto diretto tra i componenti metallici. Capire come tale film si formi e si comporti è essenziale per migliorare l'affidabilità dei cuscinetti, ridurre l'attrito e prolungarne la durata di esercizio. Sebbene si tratti di una ricerca altamente specialistica, il suo impatto va ben oltre il laboratorio.
Efficienza energetica
I progressi nel campo della tribologia possono contribuire a prolungare la durata dei cuscinetti, migliorare l'affidabilità delle apparecchiature, ridurre gli interventi di manutenzione e aumentare l’efficienza energetica. Queste conoscenze aiutano inoltre gli ingegneri a prendere decisioni migliori nella progettazione delle applicazioni, nella scelta dei lubrificanti e nell’ottimizzazione delle prestazioni delle macchine.
Collaborazione
Il lavoro di Pramod è stato realizzato nell’ambito dell’SKF University Technology Centre (UTC) for Grease Lubrication all’Università di Twente, a dimostrazione dell’impegno di lunga data di SKF nel combinare ricerca di base e applicazioni industriali. La collaborazione riunisce ricercatori SKF, dottorandi ed esperti universitari per affrontare alcune delle sfide più complesse in materia di tecnologia dei cuscinetti, lubrificazione e affidabilità delle macchine.
Conoscenze
Combinando l’eccellenza accademica con le sfide ingegneristiche del mondo reale, l'SKF UTC contribuisce ad accelerare lo sviluppo di conoscenze che possono poi tradursi in prodotti, servizi e soluzioni per i clienti. Svolge inoltre un ruolo importante nello sviluppo delle competenze future e nel rafforzamento della posizione di SKF come leader tecnologico. Il riconoscimento di STLE mette in evidenza non solo i risultati ottenuti dagli autori, ma anche il valore della collaborazione continuativa tra industria e mondo accademico, al fine di promuovere il progresso scientifico alla base dei moderni sistemi ingegneristici.
Interazioni microscopiche
L’interesse di Pramod per la tribologia è nato durante i suoi studi universitari di primo livello grazie a una conferenza sull’argomento. “È stato in quel momento che superfici, attrito e lubrificazione hanno iniziato ad affascinarmi: mi incuriosiva capire come le interazioni microscopiche tra le superfici potessero influenzare le prestazioni di sistemi ingegneristici reali”, ricorda il ricercatore SKF. Da allora ha scelto consapevolmente progetti, tirocini e opportunità di ricerca legati alla tribologia, comprese ricerche su lubrificanti alternativi ottenuti dal recupero di pneumatici di scarto. Il suo percorso accademico lo ha infine portato al prestigioso master Erasmus Mundus TRIBOS.
Domanda tecnica
“Un giorno feci una domanda tecnica e il mio professore mi rispose: ‘Non so risponderti, ma forse potrebbe farlo qualcuno in SKF’. Fu quella la prima volta che sentii parlare di SKF”. Quel commento fece sbocciare in Pramod una nuova ambizione, che lo portò in seguito a svolgere un tirocinio in SKF, conseguire un dottorato attraverso l’SKF UTC ed entrare a far parte della comunità globale di ricerca di SKF.
Valore tangibile
Per Pramod, uno degli aspetti più gratificanti del lavoro in SKF è vedere come la ricerca riesca a generare un valore tangibile per tutti. “Mi piace affrontare questioni che siano al tempo stesso interessanti dal punto di vista scientifico e rilevanti dal punto di vista industriale. È gratificante sapere che il lavoro che svolgiamo contribuisce allo sviluppo di prodotti, applicazioni e soluzioni utilizzati dagli utenti in tutto il mondo”, dice Pramod.
Supporto
Attribuisce inoltre una parte importante del proprio percorso professionale alla collaborazione e al supporto ricevuto dai suoi mentori, in particolare Piet Lugt, Senior Scientist SKF e coautore dell’articolo premiato. “La sua capacità di collegare idee, semplificare fenomeni complessi e affrontare problemi difficili con rigore matematico ha avuto una profonda influenza sul mio lavoro di ricercatore”.
Impegno
Mentre le industrie continuano a cercare modalità operative sempre più efficienti, affidabili e sostenibili, la tribologia rimane un elemento chiave per il progresso tecnologico. Grazie a partnership di ricerca, competenze scientifiche e un costante impegno per l’innovazione, SKF continua ad ampliare le conoscenze che aiutano a superare le sfide del mondo reale. Per Pramod, questo premio rappresenta una tappa importante di un percorso ancora in evoluzione. “I premi celebrano i successi passati, ma ispirano anche le scoperte future. C’è sempre molto da imparare, ed è questo che rende la ricerca così entusiasmante”.




















































